La
psoriasi è una patologia infiammatoria della pelle caratterizzata dalla comparsa sulla cute di lesioni eritematose ricoperte da squame biancastre e pruriginose. Le zone del corpo maggiormente colpite dalle lesioni psoriasiche sono gli
arti, il tronco, la testa e il volto.
Oggi esistono diverse proposte di trattamento per la psoriasi e secondo quanto evidenziato dagli studi clinici può avere
un effetto positivo sulla patologia anche l’esposizione solare. Questo a patto che il paziente segua alcune importanti precauzioni.
Abbiamo parlato degli effetti dell’esposizione solare sulla psoriasi e delle precauzioni da adottare con la
dottoressa Magda D’Agostino, dermatologa presso
Villa Tiberia Hospital di Roma, ospedale convenzionato con il SSN.
Dottoressa D’Agostino chi soffre di psoriasi può esporsi al sole? Se sì, che precauzioni deve adottare?
Assolutamente sì, chi soffre di psoriasi può esporsi al sole. Da anni è ormai noto che l’
esposizione ai raggi UVA e UVB ha un effetto benefico sulla psoriasi e può contribuire a ridurre la gravità dei suoi sintomi. Infatti, negli ultimi decenni l’azione positiva dei raggi UV provenienti da fonti naturali o artificiali (fototerapia) è stata ampiamente studiata e sfruttata nel trattamento della psoriasi a placche.
D’altro canto
è bene ricordare che l’esposizione solare, soprattutto quando eccessiva e/o prolungata, può dar luogo a diversi problemi della pelle, tra cui dermatiti, invecchiamento cutaneo precoce e melanomi. Per questo motivo, i pazienti affetti da psoriasi devono esporsi al sole adottando le opportune precauzioni:
- evitare l’esposizione solare durante le ore più calde della giornata (12-16);
- utilizzare sempre prodotti solari con filtri UVA e UVB adatti al loro fototipo;
- rinnovare l’applicazione della protezione solare più volte durante la stessa giornata, soprattutto in caso di intensa sudorazione o di frequenti bagni al mare o in piscina.
Quali sono gli effetti dell’esposizione solare sulla psoriasi?
Nel corso degli anni diversi studi clinici hanno evidenziato che l’esposizione solare ha un effetto positivo sulle lesioni cutanee di pazienti affetti da psoriasi volgare.
In particolare, è stato dimostrato che i raggi di tipo B (UVB) hanno un effetto antinfiammatorio, modulano l’attività delle cellule del sistema immunitario coinvolte nell’origine e nello sviluppo dell’infiammazione a livello cutaneo e migliorano lo stato delle lesioni psoriasiche.
Nel complesso possiamo dire che i raggi solari riducono l’infiammazione locale che determina la formazione delle lesioni.
Esiste un legame tra vitamina D e psoriasi?
Sì. Diversi studi clinici hanno evidenziato che la vitamina D svolge un ruolo determinante nella prevenzione e nel trattamento della psoriasi cutanea.
Senza un apporto sufficiente di vitamina D si altera il naturale equilibrio dell’epidermide, la pelle diventa più secca e perde la sua funzione di barriera contro gli agenti esterni. Per mantenere uno stato di equilibrio della cute, le cellule prodotte nello strato più profondo della pelle, ossia quello basale, devono essere la stessa quantità di quelle eliminate a livello dello strato corneo, che sarebbe lo strato più superficiale.
Questo processo di generazione ed eliminazione delle cellule che formano l’epidermide, chiamate anche cheratinociti, dipende in gran parte dalla vitamina D, che svolge una
funzione regolatoria nel loro processo di proliferazione, differenziazione e maturazione. Una carenza di vitamina D determina una iperproliferazione dei cheratinociti dello strato basale. Ciò che ne deriva è un loro accumulo a livello superficiale e la conseguente formazione delle placche psoriasiche.
? stato inoltre dimostrato che
la vitamina D svolge un ruolo chiave anche nel corretto funzionamento e attivazione del sistema immunitario. In particolare la vitamina D attiva la risposta dei linfociti T, le cellule deputate a difendere l’organismo dagli agenti patogeni, modula quella dei macrofagi, le cellule del sistema immunitario deputate a inglobare e distruggere i microrganismi considerati estranei e pericolosi e regola la produzione di citochine infiammatorie.
Le citochine infiammatorie rappresentano la naturale risposta dell’organismo a un segnale di pericolo, risposta con cui chiede al sistema immunitario di attivarsi contro l’azione di un agente patogeno o comunque estraneo. La risposta infiammatoria a livello della cute provoca una velocizzazione del ricambio cellulare, la formazione delle lesioni psoriasiche e l’aumento della desquamazione cutanea.
Secondo quanto riscontrato dagli studi clinici i livelli sierici di vitamina D sono significativamente più bassi nei pazienti che soffrono di psoriasi. Pertanto, mantenere adeguati livelli di vitamina D rappresenta un approccio fondamentale nel trattamento della psoriasi.
I trattamenti per la psoriasi sono compatibili con l’esposizione solare o meglio sospenderli?
Il trattamento della psoriasi lieve viene
effettuato di solito mediante l’utilizzo topico di prodotti a base di steroidi, come il clobetasolo, il metilprednisolone, il betametasone etc. In generale si consiglia di sospendere l’utilizzo di questi prodotti prima di esporsi al sole perché potrebbero provocare episodi di sensibilizzazione della cute. Le forme di psoriasi grave e moderata richiedono invece
l’utilizzo di immunosoppressori o dei nuovi farmaci biologici. L’esposizione solare, seppur non controindicata durante l’assunzione di tali farmaci, deve essere condotta con maggior cautela. La stessa cosa vale nel caso in cui il trattamento della psoriasi preveda l’acitretina, un retinoide sistemico che può provocare fenomeni di sensibilizzazione cutanea.
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